L’Ufficio caccia e pesca ha posato 5 postazioni soprelevate sul fondovalle tra Moleno e Lodrino per facilitare l’abbattimento di cervi che generano danni
Cinque torrette sono spuntate durante l’estate nei campi agricoli sul fondovalle tra Moleno e Lodrino, generando da un lato stupore e dall’altro un po’ di preoccupazione. E questo perché sono state utilizzate da cacciatori, come conferma a ‘laRegione’ Gioele Pinana, collaboratore tecnico dell’Ufficio cantonale della caccia e della pesca (Ucp). In particolare queste torrette «sono state posate per contrastare gli ingenti danni» alle campicolture causati in particolare dagli ungulati. Un problema noto agli agricoltori, visto che le perdite possono essere importanti. Di conseguenza l’Ucp ha autorizzato «prelievi eccezionali di capi che causano considerevoli danni, principalmente cervi, ma anche cinghiali». Prelievi che sono stati effettuati solo di notte e predisponendo «tutta una serie di misure di sicurezza» che «i cacciatori coinvolti hanno rispettato appieno». Insomma rischi per persone o beni materiali non ce ne sono stati.
Per cercare di venire in aiuto degli agricoltori, il Cantone ha dunque deciso di implementare una sorta di progetto pilota che consiste nell’utilizzo di queste torrette per facilitare l’abbattimento di ungulati. «In queste zone la selvaggina (soprattutto i cervi) causano danni ingenti alle aziende agricole che ammontano a decine di migliaia di franchi, mettendo quindi a dura prova la convivenza tra il settore agricolo e la fauna selvatica», precisa Pinana. Questa fase di test – «di cui siamo soddisfatti» – era prevista dal 30 giugno al 15 agosto, ma in realtà è già terminata il 10 luglio, «in quanto il numero di cervi che ci eravamo prefissati di prelevare è stato raggiunto». Ora l’Ucp raccoglierà i dati relativi ai danni alle coltivazioni agricole, per capire se gli abbattimenti hanno effettivamente permesso di migliorare la situazione. In ogni caso, «da una prima valutazione, è probabile che in futuro questa attività verrà riproposta, e magari anche estesa».
A breve è quindi previsto lo smontaggio delle postazioni utilizzate per una cosiddetta «guardiacampicoltura prolungata». Infatti, «la caccia ordinaria in questo comparto è poco efficace, anche perché mancano le condizioni di sicurezza necessarie per effettuare tiri adeguati», sottolinea Pinana. Fra l’altro, la stessa situazione si presenta ad esempio anche sul Piano di Magadino, un’altra zona dove gli ungulati negli scorsi anni hanno provocato importanti danni. Di conseguenza, proprio per migliorare le condizioni di sicurezza, tra Moleno e Lodrino «sono state costruite queste postazioni alte 6 metri». Infatti le torrette permettono ai cacciatori «di sparare dall’alto verso il basso dove il terreno costituisce un’efficace zona di sicurezza nel caso in cui il proiettile dovesse mancare o attraversare il bersaglio (parapalle)». Come ulteriore misura di sicurezza, visto che nell’area transita anche la strada cantonale, «gli spari erano permessi unicamente in direzione opposta alla carreggiata».
Ma non è finita qui: sempre per garantire la massima sicurezza nell’ambito di questa fase di test, i cacciatori coinvolti – è stata data la priorità a nominativi trasmessi all’Ucp dalla Società di caccia del comprensorio – erano autorizzati a presenziare solo per un determinato lasso di tempo, «unicamente in una delle cinque postazioni fisse sopraelevate, dal lunedì al giovedì e dalle 22 alle 5», spiega Pinana. Siccome gli abbattimenti erano quindi previsti durante le fasce notturne, è anche «stato permesso l’uso del soppressore di suono (silenziatore), così come è stato permesso l’utilizzo di camere termiche o intensificatori di luce residua quali strumenti di osservazione e di dispositivi da puntamento notturni (mediante assemblaggio tramite il dispositivo ‘clip-on’)». Non da ultimo «nei singoli permessi nominali consegnati ai cacciatori, sono state indicate ulteriori misure di sicurezza» che, come detto, sono state scrupolosamente rispettate. E infatti non è stato riscontrato alcun incidente. Insomma, malgrado queste infrastrutture abbiano suscitato qualche perplessità in alcuni residenti, la popolazione non ha mai corso alcun pericolo. Infatti «la sicurezza delle persone e dei beni materiali è una priorità del nostro Ufficio, sia nei periodi di caccia ordinaria, sia durante la guardiacampicoltura», conclude Pinana.