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‘Se le risorse si rivelano inaccessibili restano lettera morta’

Roncelli (Avanti con Ticino&Lavoro) chiede al governo dov’è finito il fondo che ha accettato di creare 3 anni fa per apprendisti in difficoltà finanziarie

(Ti-Press)
29 agosto 2025
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“Che fine hanno fatto i fondi per apprendisti in difficoltà?”. Con un’interrogazione dal medesimo titolo lo chiede al Consiglio di Stato Evaristo Roncelli, granconsigliere di Avanti con Ticino & Lavoro, ricordando nel proprio atto parlamentare che nel settembre 2022 lo stesso governo aveva accolto la proposta di creare un fondo a sostegno degli apprendisti confrontati con improvvise difficoltà finanziarie, affinché potessero contare su aiuti immediati per spese di base come trasporti, pasti in mensa, tasse, gite o materiale scolastico. La proposta era stata formulata in una mozione presentata nell’aprile dello stesso anno dai deputati del Centro Giorgio Fonio e Maddalena Ermotti-Lepori. “A distanza di tempo, però – scrive Roncelli – la situazione appare problematica”.

Facciamo un passo indietro. Come si legge nel messaggio governativo, l’Esecutivo aveva ritenuto adeguato “creare un piccolo fondo (deposito), gestito dalla direzione Decs, atto a rifondere alle Direzioni scolastiche del settore del postobbligo gli aiuti accordati a studenti e apprendisti che necessitano un aiuto finanziario puntuale urgente che non può essere soddisfatto da altri enti o in modo autonomo dalla scuola”, e questo “tenuto conto che le scuole non dispongono di una piccola cassa e che per alcuni limitati casi un intervento diretto potrebbe essere una soluzione più snella ed efficace”. Considerato – scriveva ancora il Consiglio di Stato – che “vi sono numerose fondazioni che già ora assicurano un importante e generoso impegno nel mondo della formazione e dell’aiuto sociale, la direzione Decs proporrà loro di partecipare alla costituzione di questo deposito con un versamento iniziale di 2’000 franchi, che potrebbe essere reiterato ogni 2 o 3 anni, a dipendenza dell’evoluzione delle richieste. Ogni quota versata da una singola fondazione senza scopo di lucro verrà raddoppiata tramite fondi gestiti dal Cantone (Fondo Swisslos o Fondo Papa)”. Il messaggio governativo si concludeva esprimendo l’intento di creare un regolamento “che definirà le modalità di richiesta, i potenziali destinatari e le prestazioni riconosciute”.

‘Non risultano attribuzioni specifiche’

Tornando al presente e all’atto parlamentare di Roncelli, questi rileva che nei rendiconti più recenti del Fondo Swisslos e del Fondo Graziano Papa relativi al 2024 non risultano attribuzioni specifiche destinate all’attuazione del fondo per apprendisti. E che dal mondo scolastico emergono inoltre segnalazioni secondo cui “i fondi sarebbero bloccati o di fatto inaccessibili, mancando regole chiare sulle modalità di richiesta e di erogazione”.

Si tratta di segnalazioni che il granconsigliere di Avanti con Ticino & Lavoro ha ricevuto direttamente, ci dice: «Sì, sono stato contattato da dei docenti di scuole professionali che si sono ritrovati per l’ennesima volta a dover far fronte alle necessità finanziare di alcuni allievi e che ricordando la promessa di istituire questo fondo si sono interrogati su che fine abbia fatto in quanto oggi all’interno del mondo scolastico non è ancora chiaro se esista davvero e in tal caso come farvi capo». Per Roncelli questo è un nodo cruciale: «La questione non è solo avere a disposizione delle risorse, ma anche essere informati sulla loro esistenza e su come accedervi – osserva –. Si tratta di un elemento importante, perché altrimenti tra quello che si fa a livello politico in Gran Consiglio e quello che succede nella realtà rimane un distacco. Perché è inutile che si prendano delle decisioni se poi manca il controllo sulla loro implementazione, la verifica che siano effettivamente funzionali e funzionanti o se non vengono comunicate adeguatamente». È vero, concede Roncelli, «gli attori sono tanti. Ma se si predispone uno strumento tutti devono esserne al corrente. Questo vale tanto per l’ambito scolastico quanto per tutti gli altri, a partire da quello sociosanitario dove sono ancora numerose le persone che avrebbero diritto al sussidio di cassa malati ma non lo sanno. Quindi se si mettono in piedi delle belle politiche sociali ma poi le persone non sanno come accedervi, oppure se accedervi è troppo complicato, servono a poco».

‘Che misure si intendono adottare?’

Insomma, «senza procedure snelle e trasparenti, le risorse restano lettera morta, e in questo caso gli apprendisti in difficoltà devono continuare a dipendere dalla buona volontà dei singoli docenti o da reti di sostegno informali», commenta Roncelli, che per far luce sulla situazione rivolge al Consiglio di Stato una serie di domande. In primo luogo chiede a quanto ammontano le risorse effettivamente stanziate e disponibili dal 2023 a oggi per il fondo destinato agli apprendisti in difficoltà, come previsto dal messaggio 8190. E poi: per quale motivo nei rendiconti 2024 dei fondi Swisslos e Graziano Papa non si riscontra alcuna attribuzione collegata a questa misura? È stato definito un regolamento o una direttiva che stabilisca criteri e procedure per l’accesso a questi fondi? In caso affermativo, perché tali strumenti non sono stati comunicati in modo chiaro alle scuole e ai docenti? E ancora: quante richieste di sostegno sono pervenute dalle scuole o da apprendisti negli ultimi due anni e quante sono state accolte o respinte? Nel caso in cui non ci siano state richieste, ciò potrebbe essere a causa di un’informazione mancante verso le scuole in merito all’esistenza del fondo? Roncelli domanda infine all’Esecutivo quali misure concrete intende adottare per garantire che gli apprendisti possano accedere in modo rapido ed efficace agli aiuti, evitando che il fondo resti inutilizzato.