Dopo l'eliminazione dall'Europa e dalla Coppa Svizzera e due settimane senza partite, il Lugano torna in campo domenica a Berna
Dopo la brutta sconfitta di due settimane fa a Cham, con l’eliminazione in Coppa, il Lugano torna in campo. Un rientro non facile quello di Berna, dove negli ultimi anni i bianconeri hanno spesso faticato. Il terreno nella capitale non avrà più manto sintetico, ma erboso, dopo il cambiamento per gli Europei femminili. Il Lugano dovrà fare a meno di 4 infortunati: i difensori Kelvin e Zanotti e i centrocampisti Mahou e Kendouci.
Che Lugano ritroveremo, anche a livello mentale, dopo l'eliminazione dall'Europa e dalla Coppa Svizzera? «Purtroppo abbiamo faticato in queste otto partite disputate in 24 giorni», spiega mister Mattia Croci-Torti. «I risultati sfavorevoli e la mancata brillantezza hanno lasciato tanti strascichi, come stanchezza e un po’ di negatività. All’interno, è chiaro, dopo la rete subita a Cham, c’erano alcune cose da sistemare. Ora dobbiamo cercare di essere più positivi possibile. Sappiamo che affrontiamo un avversario tosto, e per vincere la partita dobbiamo giocare da squadra, eliminando la negatività. Dobbiamo reagire, sappiamo bene che abbiamo sbagliato. Ciò che abbiamo fatto non era sufficiente. Altre squadre in campionato hanno fatto la nostra stessa strada, quindi sarà una gara importante».
I bernesi hanno giocato in settimana contro lo Slovan Bratislava, vincendo e qualificandosi per l’Europa League: che squadra ha visto? «È una bella compagine», spiega il coach. «Con Contini in panchina, ora la squadra gioca un 4-2-3-1 diverso da prima. Dovremo pressare in modo diverso rispetto al passato, ragionando di più tatticamente. Diventerà più difficile magari sotto l’aspetto difensivo, però noi offensivamente siamo forti e possiamo metterli in difficoltà. L'Yb è una squadra forte, secondo me tanto quanto il Basilea».
Hajdari è partito e Papadopoulos è corteggiato dal Legia Varsavia, che in Europa giocherà ancora: affioreranno problemi in difesa? «Premetto che le situazioni fra i due giocatori sono diverse. Hajdari desiderava continuare la sua carriera in un’altra squadra, e noi eravamo d’accordo. Col tedesco la storia è molto diversa: la società non vuole privarsi di lui. Il ragazzo non mi ha mai espresso il desiderio di andarsene via a tutti i costi. Continuerà dunque a lottare per questa maglia, ma vediamo se nei prossimi giorni ci saranno novità. La settimana scorsa era ammalato, poi è tornato e ha preso una botta. Si sta allenando a parte, proviamo a recuperarlo per Berna, spero ci sia».