laR+ Locarnese

I PALoc e quei ‘nodi’ che non devono venire al pettine

La Commissione gestione e finanze rileva come i rallentamenti a Ponte Brolla e lo stop a Muralto non debbano ritardare le opere dei Piani di agglomerato

29 agosto 2025
|

“Un deciso passo avanti verso una mobilità moderna, sicura e sostenibile”. È con queste parole contenute nel rapporto del relatore Luca Renzetti che la Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio, riunitasi martedì sotto la presidenza di Fabrizio Sirica, dà il suo benestare al messaggio con cui il Consiglio di Stato propone lo stanziamento di un credito quadro netto di quasi 14 milioni di franchi per la realizzazione di misure infrastrutturali e di pianificazione nel Locarnese, nell’ambito del Programma d’agglomerato PALoc3 e PALoc4.

Riorganizzazione intermodale spostata dal Programma d’agglomerato 3 al 5

Nello specifico, nel primo caso la richiesta è di un credito netto di 12,3 milioni e l’autorizzazione alla spesa di 20,5 milioni per un terzo pacchetto di misure dopo i crediti stanziati nel marzo del 2019 e nel febbraio del 2022. La parte del leone (11 milioni) la fa il progetto di riorganizzazione intermodale di Ponte Brolla, che comprende la realizzazione di un nuovo ponte stradale ad arco sulla Maggia, il ridisegno completo della viabilità (nuove corsie di preselezione e attraversamenti), la creazione di un parcheggio P&R, la riorganizzazione delle fermate del trasporto pubblico secondo lo standard LDis e il miglioramento della sicurezza per l’utenza pedonale.

Da notare come, complici alcuni cambiamenti intervenuti a livello procedurale, i ritocchi apportati al progetto e non da ultimo la mancanza di un credito approvato dal Gran Consiglio, il cantiere non partirà come previsto (e richiesto per le misure del programma d’agglomerato di terza generazione) entro fine anno. Il Dipartimento del territorio, d’intesa con la Cit e sfruttando la possibilità data dalla Confederazione di “disannunciare” dei progetti presenti nei programmi precedenti e ripresentarli, nella loro veste aggiornata, in quelli successivi, ha infatti deciso di spostare la misura di riorganizzazione del nodo intermodale di Ponte Brolla nel PALoc5 (inizio dei lavori previsto a inizio 2028). Una mossa che oltre a fornire maggior agio nella gestione della procedura d’approvazione del progetto (evasione opposizioni e ricorsi) e per la procedura d’appalto, potrebbe portare a un cofinanziamento federale maggiore rispetto a quello attuale con conseguente riduzione, stimata in circa 4,3 milioni di franchi, della quota parte di Cantone (2,8) e Cit (1,5).

Se da una parte quest’ultimo scenario e la considerazione che “le ottimizzazioni progettuali intercorse hanno permesso di accogliere le richieste avanzate dai Comuni, dalla Cit e da terzi portando a un progetto condiviso”, portano la Gestione e finanze a giustificare ampiamente il cambiamento proposto, dall’altra il rapporto di Renzetti sottolinea “l’importanza che questo spostamento (dal PALoc3 al 5) non crei ulteriori ritardi alla realizzazione dei progetti in oggetto. Infatti, vista l’importanza delle opere presenti nel Messaggio, risulterebbe non giustificabile uno spostamento che ne ritarderebbe ulteriormente la realizzazione”. Allo stesso modo “la Commissione desidera rimarcare come l’esito della votazione popolare del 15 giugno sulla realizzazione del nodo intermodale di Muralto (bocciato, seppur di misura, dalla popolazione ticinese, ndr), non debba in alcun modo avere ripercussioni sulla realizzazione delle opere presenti in questo Messaggio e su quelli futuri”.

Interventi in favore di trasporto pubblico, viabilità e mobilità lenta

A proposito delle altre opere, tornando al PALoc 3 sono 5,5 i milioni destinati alla realizzazione o sistemazione di diverse fermate per gli autobus (concepite per favorire l’accesso al trasporto pubblico, dotate di pensiline, segnaletica e accessi senza barriere, per persone con mobilità ridotta) in zone urbane densamente abitate, mentre quasi 4 milioni permetteranno di migliorare sensibilmente la regolarità degli orari del trasporto pubblico (soprattutto nelle ore di punta) attraverso una nuova centrale per la gestione semaforica dell’agglomerato locarnese.

Quanto al PALoc4, la richiesta è di un credito di 1,4 milioni e una spesa totale di 3,2 milioni per un primo pacchetto di interventi: la costruzione di un marciapiede ciclopedonale a Gambarogno (1,7 milioni per il tratto tra Quartino-Campiscioni, segmento strategico poiché connette la rete ciclabile cantonale alla stazione Ffs di Magadino, al Centro sportivo e ricreativo e all’area naturalistica delle Bolle di Magadino) e la progettazione definitiva di una nuova infrastruttura di interscambio a San Nazzaro, in corrispondenza dell’attuale fermata ferroviaria Tilo (1,5 milioni).

A ciò si aggiunge un contributo di 160mila franchi a favore della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia (Cit) per il supporto tecnico svolto nell’ambito del Programma d’agglomerato del Locarnese nel periodo 2024-27.

Situazione non al passo con i tempi

“La Commissione – si legge ancora nel rapporto – riconosce l’elevato valore strategico del Messaggio, sia per la qualità e l’equilibrio degli interventi proposti, sia per la visione sistemica che sottende al progetto. Va evidenziato con forza che la situazione attuale, in particolare in alcuni nodi nevralgici del Locarnese, non è più al passo con i tempi. La zona di Ponte Brolla, ad esempio, rappresenta oggi un punto critico sotto molti aspetti: la viabilità è datata, la sicurezza insufficiente e la fruibilità per utenti deboli estremamente limitata. Anche il sistema semaforico dell’agglomerato è obsoleto e non consente un’efficiente regolazione del traffico né tantomeno una priorità efficace per il trasporto pubblico. La ciclabile del Gambarogno, infine, presenta interruzioni e mancanze infrastrutturali che ne penalizzano l’utilizzo quotidiano e turistico”.

I membri della Commissione gestione e finanze invitano quindi il Gran Consiglio ad approvare un credito che ritengono rappresentare “non solo una risposta a carenze storiche, ma anche una visione per il futuro della mobilità nel Locarnese. Esso contribuisce a una pianificazione territoriale più coerente, alla riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti, e al miglioramento della qualità di vita dei cittadini”.