A pesare sui rallentamenti ci sono il continuo aumento del traffico e i cantieri. Piacciono sempre di più gli abbonamenti mensili
Il trasporto pubblico luganese è sempre più lento, ma continua ad attrarre passeggeri. È quanto emerge dalla risposta del Municipio all’interrogazione della consigliera comunale Céline Antonini (Plr-Pvl) che chiedeva lumi in merito ai “ritardi importanti”, che, a suo dire, stanno compromettendo l’affidabilità del servizio pubblico.
I dati forniti dal Municipio confermano le preoccupazioni sollevate dai firmatari – oltre ad Antonini, anche Rubens Bertogliati (Plr-Pvl), Federica Colombo (il Centro), Marisa Mengotti (Verdi e Indipendenti), Dario Petrini e Luisella Fumasoli Petrini (Avanti con Ticino&Lavoro), e Zahra Rusconi (Udc-Udf) –. Tra il 2022 e il 2024, i ritardi medi sulle linee urbane sono aumentati tra 4 e 69 secondi, con scostamenti complessivi che arrivano fino a 178 secondi rispetto agli orari previsti. Le linee periferiche risultano più stabili, anche se alcune – come la 15/16 – soffrono disservizi nelle ore serali. Secondo l’Esecutivo, l’aumento dei ritardi è “proporzionato al traffico che circola sulle strade, rispettivamente al numero di cantieri che per la maggior parte dei casi risultano peggiorativi per il trasporto pubblico”.
Per far fronte a questi disagi, la Città intende introdurre alcuni correttivi puntuali, come “aggiustamenti agli orari, per allinearli meglio alla realtà del traffico e ridurre i ritardi accumulati”. Le misure non si fermeranno qui: l’Esecutivo ricorda che il Programma di agglomerato di quinta generazione prevede interventi strutturali, come nuove corsie riservate agli autobus e un miglioramento della priorità semaforica.
Nonostante le criticità, il trasporto pubblico continua a riscuotere consenso tra i cittadini. I passeggeri sono in aumento (dai 10 milioni del 2020 ai 16,4 del 2024) e i dati relativi agli abbonamenti evidenziano una crescita nella quasi totalità delle tipologie offerte. “L’analisi dei dati 2020-24 degli abbonamenti Arcobaleno (annuali +16% e mensili +54%, dati disponibili solo dal 2022) come degli abbonamenti nazionali (generale +21% e metà prezzo +54%) indica un trend molto chiaro di crescita”. L’unico dato negativo riguarda gli abbonamenti Arcobaleno annuali, diminuiti di 421 unità tra il 2023 e il 2024. Un calo che, secondo la Città, “rientra nelle fluttuazioni annuali” e che risulta “almeno in parte compensato dall’aumento degli abbonamenti metà prezzo (+1'273) e dalla stabilità degli abbonamenti generali e mensili Arcobaleno”.