BancaStato pubblica i dati del primo semestre 2025. Il risultato d'esercizio scende del 26,7% ma è nettamente superiore a quello del 2022
Il confronto con il 2024 e il 2023 segna un “meno”, ma non poteva essere altrimenti visto che si è trattato di un biennio “eccezionale e difficilmente ripetibile”. Ecco perché le cifre semestrali del gruppo BancaStato “danno soddisfazione. La strategia di finanziamento e la nostra posizione di mercato hanno consentito all’Istituto di continuare a operare efficacemente in un contesto oggettivamente più difficile rispetto al recente passato”, scrive l'Istituto. Le attese per il resto del 2025 sono quindi positive. Già, perché guardando al 2022, ultimo dato comparabile, il balzo in avanti è stato notevole. “Il risultato d’esercizio si attesta a 62,8 milioni, con un +46,2 per cento rispetto al 2022”. Non solo, “l’Istituto continua a rafforzare la propria solidità attribuendo 13 milioni alle riserve per rischi bancari generali. L’utile semestrale raggiunge i 47,3 milioni (-22,7%). In notevole aumento i crediti ipotecari: +2,5% a 12,69 miliardi”.
Buoni numeri semestrali anche per Axion Swiss Bank Sa. Il presidente della direzione generale Marco Tini: “Il 2025 dovrebbe concludersi con un utile netto superiore ai 20 milioni di franchi, un risultato che ci renderebbe particolarmente orgogliosi”.
Fabrizio Cieslakiewicz, presidente della direzione generale di BancaStato, i risultati degli ultimi anni, lo avete detto più volte, sono stati un’eccezione. A cosa è dovuto il calo rispetto a quei numeri?
Il 2023 e il 2024 sono stati eccezionali e irripetibili. In questi due anni i tassi ipotecari si sono progressivamente rialzati dai minimi storici innescando per noi uno spiccato incremento dei ricavi da interessi, determinato sia da maggiori volumi sia da un’accorta strategia di rifinanziamento implementata negli anni precedenti. In poche parole: le crescite del 2023 e del 2024 sono state sì organiche e strutturali ma non vi è dubbio che siano state per così dire catalizzate dalle variabili di mercato specifiche di quel biennio. Ecco perché i risultati semestrali 2025 vanno oggettivamente letti in una prospettiva pluriennale, mentre un paragone diretto con il 2023 e con il 2024, bontà loro, sarebbe improprio e riduttivo. Rispetto al medesimo periodo del 2022, tra l’altro contraddistinto da un simile contesto macroeconomico, i primi sei mesi del 2025 sono in crescita del 36,5% dal punto di vista reddituale e del 46,2% da quello del risultato di esercizio. Un risultato certamente solido e di cui ci felicitiamo, anche perché è stato ottenuto in un contesto macroeconomico difficile.
Rispetto al 2022 le cifre sono decisamente in rialzo. Ci si può aspettare che il calo registrato quest’anno e nel 2024 si arresti comunque a cifre superiori a quelle del 2022? Siete quindi ottimisti?
Sì, siamo ottimisti che i risultati del 2025 saranno in crescita rispetto a quelli del 2022. Finora il primo semestre ha soddisfatto le aspettative e riteniamo che l’intero anno si realizzi lungo questa prospettiva. Certo, non abbiamo la sfera di cristallo e la storia recente ci ricorda che possono materializzarsi fattori imprevisti, ma… al netto di questi, siamo fiduciosi che il 2025 sarà un anno solido e che saprà ritagliarsi il suo posto tra le migliori annate della storia di BancaStato.
Le turbolenze a livello internazionale, prima con la minaccia dei dazi americani e poi con la loro applicazione, hanno avuto un impatto sull’Istituto e sulla sua clientela? Cosa succederebbe in futuro se la situazione non dovesse cambiare?
BancaStato opera principalmente in Ticino alla luce del suo mandato pubblico e di riflesso annovera tra la sua clientela una presenza contenuta di aziende per cui il mercato statunitense ha una rilevanza primaria. Per questo motivo, la Banca non si attende un impatto significativo diretto a livello di rischio di credito per l’introduzione dei dazi americani. C’è naturalmente da dire che da parte delle aziende non mancano timori e incertezze per la congiuntura.
Una voce in costante crescita è quella dei crediti ipotecari, come si può leggere questo dato?
La nostra è una lettura certamente positiva da diversi punti di vista. Da una parte tale voce testimonia che ‘far casa’ è un obiettivo che continua a stare a cuore alle famiglie ticinesi. Vero, spesso e volentieri ciò implica dover impiegare i risparmi di tutta una vita, e questo è un motivo per essere consigliati e guidati al meglio da consulenti professionisti. La buona crescita del primo semestre si inserisce anche nel solco dell’evoluzione positiva pluriennale, dettata certo da migliori tassi di interesse ipotecari che stimolano la domanda, ma pur sempre anche da un costante migliore posizionamento di mercato dell’Istituto. Un portafoglio creditizio che cresce e che continua a rivelarsi sano è insomma qualcosa che ci conforta e motiva fortemente.
Quali sono le sfide che attendono BancaStato da qui alla fine del 2025 e nei prossimi anni?
BancaStato vive sfide complesse dettate dalla sua natura di Banca cantonale, dal suo ruolo e dalla sua crescita all’interno del mercato ticinese e da temi che trascendono i confini cantonali o nazionali. In qualità di Banca cantonale con un mandato pubblico, dobbiamo sempre riservare particolare energia a interrogarci sull’idoneità e sulla modernità dei nostri prodotti e servizi, dei nostri punti di contatto e dei nostri canali, nonché affrontare e risolvere argomenti complessi e di natura globale riconciliandoli però sempre e comunque con il nostro carattere di banca locale, di prossimità, vicina al territorio e a chi lo abita. Sono sfide particolarmente attuali, essenziali per continuare a rispondere efficacemente ai bisogni dei ticinesi anche in futuro. Alla luce della crescita pluriennale dei nostri volumi, e di fronte all’intensificazione dei requisiti normativi, stiamo anche continuando ad attuare misure di adeguamento della struttura organizzativa e di gestione del rischio: un presupposto necessario per continuare a mantenere l’alta qualità complessiva. Vi sono poi certamente sfide più legate alla contingenza. L’attuale livello dei tassi di interesse impone ad esempio una diversa gestione del bilancio rispetto al passato e la necessità di offrire alla clientela valide alternative ai conti risparmio. E a tal riguardo, nel recente passato abbiamo lavorato sodo proprio per ampliare l’offerta di investimenti anche a partire da piccole somme di denaro.