A Zandvoort l'australiano della McLaren si impone al termine di una gara spettacolare e dallo svolgimento piuttosto imprevedibile
Anche al supermercato ci si può divertire. Proprio così, supermercato: così è stato definito da Alexander Albon il circuito di Zandvoort, diventato talmente angusto per le vetture extra-large della F1 contemporanea da essere paragonato dal pilota della Williams a una corsa in auto tra corsie e scaffali. Roba da track position o quasi, quantomeno sulla carta, trasformatasi invece in una delle gare più spettacolari dell’anno, con duelli al limite, colpi di scena clamorosi e una spruzzatina di pioggia, molto leggera, che tra le dune del nord dell’Olanda non manca mai. Ma se il finale può risultare risaputo – ennesima vittoria McLaren, con Oscar Piastri che ha centrato il suo settimo sigillo stagionale – lo svolgimento è stato assolutamente imprevedibile, fuori dall’ordinario come di rado capita nella moderna Formula Uno. Zandvoort si congederà dal Circus il prossimo anno, per ragioni economiche ma anche strutturali (incastonato tra una riserva ambientale inviolabile e una cittadina balneare, il circuito presenta limiti ben delineati a livello di possibilità di espansione), e gran premi come questo sembrano fatti apposta per far scendere qualche lacrimuccia e aumentare i rimpianti.
Il colpo di scena più grande l’ha riservato il giro 65, quando Lando Norris ha comunicato al muretto di vedere del fumo uscire dal suo abitacolo. Le facce ai box non lasciavano dubbi: per l’inglese stava arrivando il primo ritiro per guasto dopo 61 gare. Norris in quel momento era secondo e stava lottando per entrare in quella zona Drs che un eccellente e glaciale Piastri gli stava negando con sfibrante costanza, ma la rottura della power unit lo ha costretto a parcheggiare la sua Mcl39 a bordo pista. Due le crepe apertesi: la prima, modesta, nella corazza di un team quest’anno sempre sul filo della perfezione e impeccabile in ogni sua decisione, eppure per una volta costretto a confrontarsi con un problema tecnico di entità rilevante; la seconda, ben più grande, in chiave titolo, con il divario tra Piastri e Norris allargatosi a 34 lunghezze. Una beffa per Lando, che dopo le numerose critiche ricevute per alcune condotte di gara non esenti da errori, ha visto complicarsi la corsa al mondiale per responsabilità non sue. Piastri, per contro, si era trovato in mano un jolly già sabato nelle qualifiche, quando una minima scia presa da Liam Lawson gli aveva regalato il battito di ciglia necessario (12 millesimi) per togliere la pole position al compagno. Un bonus che l’australiano ha poi sfruttato benissimo in gara, gestendo in maniera impeccabile tre ripartenze da safety car e una da virtual safety car, restando impassibile anche quando alle sue spalle si è presentato, negli ultimi giri, un Max Verstappen su gomme soft, mentre la sua McLaren aveva le hard. Ma nemmeno le due mescole di differenza hanno messo in difficoltà la scuderia arancione e il suo pilota.
Dietro a Piastri e Verstappen, sul podio è salito Isack Hadjar, eccellente sin dal sabato quando aveva piazzato la sua Vcarb in quarta posizione (miglior posizione di partenza per un rookie quest’anno, pilota francese più giovane della storia a partire così in alto). Un piazzamento difeso con le unghie e i denti in gara contro la Ferrari di Charles Leclerc e la Mercedes di George Russell, prima del “regalo” finale arrivato dal motore di Norris in fumo, che ha messo il team di Faenza sul podio per la prima volta da Azerbaigian 2021, quando ancora si chiamava Alpha Tauri e al volante c’era Pierre Gasly. Un risultato che arriva proprio al termine di una settimana nella quale Cadillac ha annunciato l’ingaggio di Sergio Perez e Valtteri Bottas quali piloti per la stagione 2026, per una scelta all’insegna dell’usato sicuro e della comfort zone che ha fatto storcere il naso a coloro che seguono il sottobosco della F1 e osservano quanto giovane talento ci sia in giro. Il podio di Hadjar, che lo scorso anno arrivò secondo in F2 alle spalle di Gabriel Bortoleto ed era considerato da molti come l’anello debole dei rookie 2025, rappresenta il giusto riconoscimento, nonché la migliore pubblicità possibile, a chi possiede coraggio e visione. L’exploit di Hadjar ha consentito alla Vcarb di superare la Kick Sauber (giornata da dimenticare per il team di Hinwil, poco efficace anche a livello di strategie nei vari rimescolamenti della gara) al settimo posto della classifica costruttori.
Zero i punti olandesi per la Ferrari, che per la prima volta da Stiria 2020 ha fatto registrare un doppio ritiro per incidente. Il primo è avvenuto al giro 23, con Lewis Hamilton tradito in curva 3 dalla pista leggermente bagnata, con perdita del posteriore causa sottosterzo e impatto contro il muro. Il tutto mentre il compagno Leclerc si era appena fermato al box, con conseguente perdita di posizioni congelata dall’ingresso della Safety car. Poi Leclerc è stato protagonista di un controverso sorpasso su Russell all’esterno di curva 11, con tanto di contatto tra le due monoposto. Una manovra destinata a spaccare le tifoserie. Secondo l’inglese, Leclerc ha effettuato il sorpasso fuori pista, mentre il monegasco afferma di non avere avuto altre opzioni in quanto Russell non gli ha lasciato spazio. Osservata la dinamica, è possibile una penalità per Leclerc a Monza con la retrocessione di cinque posizioni in griglia. Poco più di venti giri dopo è arrivato un altro incontro ravvicinato Ferrari-Mercedes, questa volta in curva 3, con Andrea Kimi Antonelli che ha provato a passare Leclerc all’interno, colpendolo però di sottosterzo e mandandolo contro il muro. Gara finita per il ferrarista, penalità di dieci secondi per l’italiano, ulteriormente sanzionato per eccessiva velocità in pit lane. Nonostante una gara più che discreta, il periodo nero per Antonelli continua. Da segnalare infine il ritorno a punti della Haas dopo tre gare di digiuno, e con entrambi i piloti, a dispetto di un sabato disastroso: Oliver Bearman sesto (partito 20°) ed Esteban Ocon decimo (partito 18°). Un piccolo capolavoro di guida e strategia nella gara più pazza dell’anno.