Tennis

La bella favola di Leandro Riedi continua all'Us Open

Il ritiro del polacco Majchrzak regala gli ottavi di finale all'elvetico, dolorante pure lui. ‘Ma dovrebbero portarmi in ospedale per farmi rinunciare'

Avanti il prossimo
(Keystone)
31 agosto 2025
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Comunque andrà a finire, già solo la sua presenza negli ottavi di finale dell'Us Open equivale a un risultato per certi versi storico per Leandro Riedi. Indipendentemente dall’esito del confronto che lo opporrà all'australiano testa di serie numero 8 del torneo Alex de Minaur.

Numero 435 delle gerarchie mondiali (ma che proprio in virtù dei risultati sin qui ottenuti a Flushing Meadows al prossimo aggiornamento delle classifiche farà un balzo avanti di circa 270 posizioni per portarlo attorno alla 165esima), il 23enne originario del Canton Turgovia è infatti il giocatore col ranking più basso a raggiungere gli ottavi di finale di uno Slam da oltre vent'anni a questa parte, ossia da quando l'olandese Richard Kraijcek (che allora occupava la 1'093 poltrona della classifica Atp) ci riuscì nell'edizione del 2002 di Wimbledon.

La sfida con De Minaur, che mette in palio un ticket per i quarti di finale è la giusta ricompensa per la perseveranza e la capacità di sopportare la sofferenza (qualità che condivide col connazionale Jérôme Kym, a cui pur giocando in modo generoso è invece risultato fatale il terzo turno, nel quale è stato battuto dallo statunitense Taylor Fritz 6-7 7-6 4-6 4-6) dimostrate dal tennista di Frauenfeld. Per Riedi, il lasciapassare per il quarto turno dell'Us Open è stato favorito dal forfait del polacco Kamil Majchrzak, costretto a gettare la spugna per una frattura costale, col volto rigato dalle lacrime, sul parziale di 5-3 per l'elvetico nel corso del primo set, dopo soli 29 minuti di gioco. Ovviamente nessuno vuol vincere in questo modo, men che meno Riedi. Che al termine della partita non se l’è sentita di festeggiare più di tanto il risultato. Se c’è qualcuno che può mettersi nei panni del polacco, a ogni buon conto, è proprio Riedi, protagonista pure lui di un episodio analogo quasi un anno fa proprio all'Us Open, anche se a un altro stadio della competizione, quando fu costretto ad alzare bandiera bianca nelle qualificazioni nel ‘derby’ con Jérôme Kym. Poi, dopo l’intervento al ginocchio, aveva dovuto osservare una pausa forzata di otto mesi, proprio quando era alle porte della top-100 della classifica Atp 117° nell'agosto del 2024.

‘I suoi problemi erano ancora più grandi dei miei’

Dodici mesi dopo, il ventitreenne scrive una vera e propria favola a New York, dopo aver scongiurato la sfortuna nelle qualificazioni. Dopo la vittoria al primo turno, ha risposto sorridendo a chi aveva mosso qualche dubbio sul suo stato di forma: «Ho avuto molto tempo per lavorare sul mio fisico durante il periodo in cui ero impossibilitato a giocare a tennis». E delle sue doti fisiche ha avuto bisogno per recuperare uno svantaggio di due set a zero nel secondo turno contro il numero 19 del ranking mondiale Francisco Cerundolo. Una vittoria che ha comunque avuto qualche strascico: fin dai primi scambi contro Majchrzak, è apparso evidente che nessuno dei due giocatori era al meglio della forma. «Avevo i miei problemi, ma ho notato che i suoi erano ancora più grandi», ha ammesso Riedi al microfono della Srf. Per questo si è detto: «Ora bisogna stringere i denti».

Tattica che ha dato i suoi frutti: sul 5-3 a favore del finalista del tabellone juniores del Roland Garros 2020, Kamil Majchrzak ha dovuto gettare la spugna. «Ovviamente non vorresti mai vincere in questo modo», ha commentato l'elvetico, che comunque si gode appieno il fatto di essere arrivato alla seconda settimana di un torneo del Grande Slam.

Quando Riedi – che grazie alla qualifica agli ottavi di finale incasserà un assegno di circa 400'000 dollari (al lordo delle imposte) – ripensa agli ultimi mesi e anni, constata: «Se lavori sodo e rimani positivo, puoi tornare più forte». Sognare è lecito, anche se, più realisticamente, difficilmente la sua avventura all'Us Open andrà oltre la sfida con De Minaur: da un lato il numero 8 al mondo è un avversario molto più ostico di quelli sin qui affrontati, e dall'altro le sei partite disputate finora a New York hanno lasciato il segno. Leandro Riedi ammette che la gamba sinistra gli fa male a ogni turno, il che non è l'ideale. Ma per lui non è nemmeno pensabile ritirarsi: «Sarò sicuramente in campo – assicura –. È uno Slam: dovrebbero portarmi in ospedale per farmi rinunciare».