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Cybersicurezza negli ospedali, una priorità gestionale

(Ti-Press)

La cybersicurezza negli ospedali non è più un tema tecnico: è una questione di salute pubblica e di responsabilità istituzionale.

Negli ultimi anni, la sanità ha vissuto una profonda trasformazione digitale, e siamo solo all’inizio. Cartelle cliniche, dispositivi medici connessi, intelligenza artificiale: strumenti che migliorano diagnosi e cure, ma che espongono le strutture sanitarie a minacce informatiche sempre più sofisticate. I dati sono chiari: ogni anno gli attacchi ransomware contro ospedali crescono in modo esponenziale. Rischio di violazione dei dati dei pazienti, di cure ritardate o interrotte. Non si tratta più solo di un aspetto tecnologico: la cybersicurezza è oggi parte integrante della sicurezza del paziente.

Il ransomware blocca i sistemi finché non viene pagato un riscatto, mentre il phishing sfrutta la fiducia degli operatori sanitari per accedere a dati sensibili. Questi attacchi non solo compromettono la privacy, ma interrompono anche i servizi sanitari.

In questo contesto, la governance assume un ruolo centrale. I Consigli di amministrazione delle strutture sanitarie non possono più delegare la cybersicurezza ai soli reparti IT. Devono assumersi la responsabilità strategica di garantire la resilienza digitale, integrando la sicurezza informatica nei processi decisionali e nei piani di sviluppo.

Serve un cambio di paradigma. La cybersicurezza deve essere trattata come una priorità gestionale, al pari della qualità clinica e della sostenibilità economica. Occorrono: investimenti in tecnologie di difesa avanzate; formazione continua del personale sanitario e amministrativo; piani di risposta rapida agli incidenti; supervisione attiva da parte dei Consigli di amministrazione.

Un esempio virtuoso è quello di 18 ospedali svizzeri, tra cui l’Ente ospedaliero cantonale, che hanno dato vita all’Healthcare Cyber Security Center (H-Csc), il primo centro nazionale dedicato alla cybersicurezza sanitaria. Questo centro favorisce lo scambio di informazioni sugli attacchi, la definizione di standard comuni e il supporto reciproco in caso di emergenza. È una risposta concreta e lungimirante di cui la Città Ticino deve essere orgogliosa. La sanità del futuro sarà sempre più digitale. Ma se non sarà anche sicura, rischiamo di perdere la fiducia dei cittadini e la qualità delle cure. Una grande responsabilità per il Servizio pubblico. Eoc è cosciente di questo.